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Marzo 2019: “Dar Voce al Personaggio”, il racconto di Valentina Giovannetti

Il workshop “Dar voce al personaggio” si è svolto presso l’associazione Nutri.menti nel mese di marzo 2019. A condurlo la dott.ssa Emanuela Lo Re, Psicologa e Psicoterapeuta, Analista Transazionale e Attrice, Direttrice della Scuola di Psicoterapia a indirizzo Analitico Transazionale di Milano. L’associazione desidera ringraziare ancora Emanuela per averci aiutato a capire quanto spazio per il cambiamento ci sia dentro ciascuno di noi; e Valentina per questo racconto di un incontro che resterà a lungo nella nostra memoria professionale.

La proposta di Emanuela, frutto di una approfondita sperimentazione delle tecniche teatrali in ambito formativo e clinico, mira ad attivare un processo di conoscenza di sé al fine di scoprire “nuove possibilità”. In che cosa consistono queste nuove possibilità? Prima di rispondere è necessario fare un accenno al concetto di “Copione” usato nell’Analisi Transazionale.

Eravamo immersi nella meravigliosa campagna Toscana…

Il Copione è un piano di vita che ciascuno di noi ha iniziato a tessere fin dai primi anni di vita, proprio come un copione teatrale, con una trama da interpretare e con ruoli di personaggi che via via attribuiremo a noi e agli altri. È la prima risposta che diamo a domande tipo “Chi sono?”, “Che cosa farò da grande?”, “Chi sono gli altri per me? E chi sono io per loro?”. Solo per fare degli esempi. Il problema del Copione psicologico è che a volte ci costringe in ruoli predeterminati, non dandoci il permesso di cambiarli, non facendoci aprire, appunto, ad altre possibilità di essere.

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18 Gennaio 2020: “Separati alla nascita: contestualizzare il Genere tra Mito e Realtà”

condotto dal Dott. Pietro CardileAnalista transazionale certificato CTAp

Master of Arts in Gender, Society and Culture-University of London

Personale racconto di una giornata speciale di Ilaria Londi

Genesi 1,26-28, Creazione dell’uomo e della donna

26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra»

Pietro Cardile

Su questo si fonda la rigida dicotomia di quello che comunemente si chiama “genere”. Durante questo seminario con il dott. Pietro Cardile abbiamo osservato, discusso e commentato la storia del genere, dei sui significati biologici, filosofici, spirituali e psicologici. Quest’ultimi sono stati approfonditi anche grazie a lavori esperienziali in cui tutto il gruppo di partecipanti si è messo alla prova. Il gruppo era formato da psicoterapeuti e psicologi, impegnati in diverse declinazioni della professione di aiuto. Le aspettative erano molte e legate anche al conduttore, persona di grande esperienza, che si è formata nel Regno Unito sui temi in oggetto.Eravamo in cerchio, la luce filtrava dai lucernari e illuminava il volto di Pietro come una leggera carezza di pulviscolo, eravamo in un luogo magico e sospeso nel tempo, un borghetto di vecchie case ristrutturate vicino a casa dei miei genitori, al mio luogo di origine, al luogo dove sono nata e cresciuta, dove si è dispiegata la mia esperienza di essere “femmina”. Rifletto che sono diventata “donna” lontano da lì, perchè ad un certo punto, ho sentito che proprio quei luoghi mi avrebbero ostacolato in questo sviluppo radicale e profondo. Non volevo essere una “donna di paese”, accezione stridula e giudicante, ma di cui sono stata vittima incompassionevole per anni. Io volevo essere diversa, volevo essere autonoma, indipendente, colta e poco incline alla dipendenza dagli uomini; a Bagnolo di Montemurlo questo non lo vedevo possibile, la pressione a rinunciare a tutta la mia apertura mi sembrava asfissiante, le donne mi sembravano asfissianti e allora presi un treno, un’iscrizione universitaria regalata da mio padre (mai gesto fu più sublime e confermò erroneamente che gli uomini mi capivano più dalle donne) e partii per Padova.

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Meditazione della montagna

Una delle meditazioni più efficaci praticate nella mindfulness è quella della montagna che permette di ‘sentire’ i vari cambiamenti della montagna. I cambiamenti legati alle stagioni, al cambio di clima come il vento, la neve e il sole della primavera e poi dell’estate. E i cicli del giorno, dall’alba col sole appena tiepido, al calore di mezzogiorno, al rinfrescarsi del pomeriggio fino al buio della notte. Sentirsi se stessi piantati ben in terra con la base larga della montagna, nonostante tutti questi cambiamenti che durante la nostra vita accettiamo come parti di noi, senza però mai andare ad intaccare il nostro nucleo. Nascere, crescere, modifivarsi, invecchiare e restare noi con la nostra forza come quella della montagna.

Il clima della nostra vita, come quello della montagna non può essere negato o rifiutato, ma accolto e compreso per quello che è con attitudine consapevole. Questa attitudine ci porta a una quiete e una saggezza radicata in noi, necessaria per affrontare intemperie e bufere, giornate di sole sfavillante o di grigia monotonia.

Buona meditazione, buona montagna e buona vita

Pamela

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8 Febbraio 2019: “Mai senza Te. Seminario e Ricerca sulla Dipendenza Affettiva”

Sandra Neri, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Montale

Ecco, ora inserisco qualche fotografia del luogo del seminario: il Castello Villa La Smilea del Comune di Montale, nella parte di proprietà del Comune stesso. In questo meraviglioso luogo possiamo tenere seminari, corsi di formazione e organizzare eventi con l’associazione. Ma prima vi invito a fermare lo sguardo un attimo sulla foto a sinistra: l’assessore alle Politiche Sociali Sandra Neri ha introdotto i ringraziamenti del Comune per la ns. iniziativa. Devo dire che ho sentito un interesse e un entusiasmo da parte sua che non sapeva di formalità, davvero era la voce autorevole di una persona coinvolta nel servizio agli altri con passione. Abbiamo una foto anche con Alessandro Galardini, l’associazione condivide con lui perfino le riunioni di condominio… lo vedete qui sotto, una persona che ci è particolarmente vicina e cara e che ha avuto belle parole per noi.

Alessandro Galardini, assessore alla Cultura del Comune di Montale

Ed eccomi ora con il mio breve report, su questo seminario di venerdí scorso. Era la prima volta che Nutri.menti, a tre anni suonati dalla sua costituzione, si cimentava in un lavoro così impegnativo. A distanza di due giorni possiamo dire a tutti, sperando di comunicare in modo particolare con chi c’era, che abbiamo dato una bella mano a questa importante ricerca sul tema della co-dipendenza, raccogliendo ben 69 protocolli. Le dottoresse Eva Sylvie Rossi e Antonella Fornaro hanno generosamente offerto le loro competenze e il loro tempo per questo, ma anche per noi: in cambio abbiamo avuto infatti questa breve formazione, un’infarinatura, sul tema della co-dipendenza come dipendenza affettiva. Una condizione nella quale vivono molti individui e della quale sono permeate molte relazioni umane, con esiti di sofferenza, a volte gravi. Noi nasciamo nella dipendenza, è un dato fisiologico per la sopravvivenza. E poi la nostra vita è un viaggio verso l’autonomia, attraverso la conquista di una sempre maggiore “individuazione” [essere individuati = avere chiara consapevolezza e coscienza della propria identità di esseri umani, sentimenti del sè di essere separato e integro, capacità di essere in relazione di reciprocità con gli altri e l’ambiente senza perdere i propri confini]. Questo processo di sviluppo non sempre viene bene, l’ambiente in cui nasciamo e cresciamo è a volte terreno fertile per lo sviluppo di un altro tipo di dipendenza, che invece è patologica. Essa può diventare anche il nostro modo – patologico – di costruire relazioni con gli altri nella vita adulta, rimbalzando dai genitori ai figli per generazioni.

La corte interna del Castello, vista dal balcone del salone dei convegni.
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