Pubblicato in: dipendenza affettiva

8 Febbraio 2019: “Mai senza Te. Seminario e Ricerca sulla Dipendenza Affettiva”

Sandra Neri, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Montale

Ecco, ora inserisco qualche fotografia del luogo del seminario: il Castello Villa La Smilea del Comune di Montale, nella parte di proprietà del Comune stesso. In questo meraviglioso luogo possiamo tenere seminari, corsi di formazione e organizzare eventi con l’associazione. Ma prima vi invito a fermare lo sguardo un attimo sulla foto a sinistra: l’assessore alle Politiche Sociali Sandra Neri ha introdotto i ringraziamenti del Comune per la ns. iniziativa. Devo dire che ho sentito un interesse e un entusiasmo da parte sua che non sapeva di formalità, davvero era la voce autorevole di una persona coinvolta nel servizio agli altri con passione. Abbiamo una foto anche con Alessandro Galardini, l’associazione condivide con lui perfino le riunioni di condominio… lo vedete qui sotto, una persona che ci è particolarmente vicina e cara e che ha avuto belle parole per noi.

Alessandro Galardini, assessore alla Cultura del Comune di Montale

Ed eccomi ora con il mio breve report, su questo seminario di venerdí scorso. Era la prima volta che Nutri.menti, a tre anni suonati dalla sua costituzione, si cimentava in un lavoro così impegnativo. A distanza di due giorni possiamo dire a tutti, sperando di comunicare in modo particolare con chi c’era, che abbiamo dato una bella mano a questa importante ricerca sul tema della co-dipendenza, raccogliendo ben 69 protocolli. Le dottoresse Eva Sylvie Rossi e Antonella Fornaro hanno generosamente offerto le loro competenze e il loro tempo per questo, ma anche per noi: in cambio abbiamo avuto infatti questa breve formazione, un’infarinatura, sul tema della co-dipendenza come dipendenza affettiva. Una condizione nella quale vivono molti individui e della quale sono permeate molte relazioni umane, con esiti di sofferenza, a volte gravi. Noi nasciamo nella dipendenza, è un dato fisiologico per la sopravvivenza. E poi la nostra vita è un viaggio verso l’autonomia, attraverso la conquista di una sempre maggiore “individuazione” [essere individuati = avere chiara consapevolezza e coscienza della propria identità di esseri umani, sentimenti del sè di essere separato e integro, capacità di essere in relazione di reciprocità con gli altri e l’ambiente senza perdere i propri confini]. Questo processo di sviluppo non sempre viene bene, l’ambiente in cui nasciamo e cresciamo è a volte terreno fertile per lo sviluppo di un altro tipo di dipendenza, che invece è patologica. Essa può diventare anche il nostro modo – patologico – di costruire relazioni con gli altri nella vita adulta, rimbalzando dai genitori ai figli per generazioni.

La corte interna del Castello, vista dal balcone del salone dei convegni.
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